Catania, 29 settembre 2006
Il convegno “Malta negli Iblei, gli Iblei a Malta ha costituito la prima attività pubblica del Progetto KASA ed ha assolto sostanzialmente due scopi: mettere per la prima volta a confronto tra di loro tutti i partecipanti al progetto, e delineare lo status quo rispetto alla tematica scientifica del progetto stesso, cioè le relazioni tra Malta e la Sicilia nella storia. Nello stesso tempo il convegno ha consentito di coinvolgere le Soprintendenze. Il prodotto del convegno, i suoi Atti, saranno concepiti come strumento di conoscenza e divulgazione del tema.

Dopo i saluti delle autorità, del Presidente del Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali e della Soprintendente di Ragusa, dott. Enza Cilia Platamone, il prof. Anthony Bonanno, dell’Università di Malta, ha delineato la cornice complessiva dei rapporti tra Sicilia e Malta nella preistoria, una relazione strutturale basata sulla asimmetria delle potenzialità produttive, sia in ambito agricolo che di materie prime, che ha reso l’isola di Malta sostanzialmente dipendente dalla Sicilia e dall’Italia meridionale. Nel contempo, però, Malta per la sua posizione e le sue dimensioni, ha costituito un approdo privilegiato nelle rotte commerciali. Bonanno ha quindi fornito un sintetico affresco dello sviluppo delle culture maltesi fino all’arrivo dei Fenici.

I Dirigenti al Servizio dei Beni Archeologici sempre di Ragusa, dott. Giovanni di Stefano, e dal Dirigente al Servizio dei Beni Archeologici di Siracusa, dott. Lorenzo Guzzardi, hanno quindi proceduto a elencare i siti con influenza maltese presenti nelle rispettive aree di competenza, la provincia di Ragusa e di Siracusa. Un tentativo di inquadramento nel contesto più ampio del Mediterraneo è stato svolto dal dott. Orazio Palio, che ha messo in evidenza, tuttavia, come il sito di Ognina, considerato un avamposto  maltese, si presenti come il terminale di una rotta che dall’Egeo e dai Balcani, attraverso l’Adriatico e la penisola Italiana (Laterza e Zungri), giunge proprio sull’isola per irradiarsi verso l’interno (Chiusazza), verso sud (Vendicari e Malta) e verso Nord (Thapsos, area etnea, Eolie). Attorno a queste relazioni quadro hanno ruotato degli interventi più specifici. Il dott. Terranova ha messo in evidenza la relazione complessa che lega architetture maltesi e architetture siciliane del Bronzo Antico, mentre la dott. Trapani ha illustrato il sito della Favorita presso Noto. Ha chiuso i lavori il prof. Vincenzo La Rosa, ordinario di Preistoria della Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania.

Scarica locandinaScarica la locandina del convegno

 

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