Siracusa, 10 ottobre 2006
Il programma Interreg III e il progetto KASA

Il convegno tenutosi a Siracusa ha costituito il secondo dei convegni di formazione del WP 1 del progetto KASA. Mentre il convegno catanese aveva affrontato la tematica archeologica, quello siracusano è servito a focalizzare due aspetti diversi ma egualmente importanti per la riuscita del progetto. La cornice generale del sistema di interventi europei e delle problematiche legate al turismo, e le metodologie di indagine scientifica sul territorio.
Al primo tema è stata dedicata la mattinata. Dopo i saluti delle autorità e dei rappresentanti dei partners del progetto, la dott. Teresa Caltabiano, dell’Ufficio Ricerca dell’Università di Catania ha illustrato tipologie, metodi e finalità dei progetti internazionali, fornendo preziose indicazioni sulle modalità di scrittura dei progetti stessi e sui requisiti generali richiesti. La dott. Panzavecchia, purtroppo assente, ha inviato una sua relazione sulle potenzialità del turismo integrato.
Il secondo tema affrontato nel convegno ha avuto come titolo generale: Tecniche di analisi del territorio, esperienze a confronto. Poiché una parte fondamentale del lavoro del progetto KASA si svolgerà sul territorio, tramite attività di rilievo e di censimento, è importante essere a conoscenza dei metodi di indagine più recenti, in modo da valutare tutti gli aspetti, strumentali ma anche economici, prima di scegliere le metodologie di indagine. I relatori invitati hanno infatti rappresentato tutto l’arco delle esperienze a riguardo. L’approccio topografico tradizionale, basato sul survey ma integrato poi da elaborazione al computer dei dati raccolti, è stato illustrato dal dott. Aurelio Burgio, dell’Università di Palermo; il prof. Edoardo Tortorici, dell’Università di Catania, dopo un excursus sulla storia della topografia, ha mostrato alcuni esempi di approccio cartografico computerizzato; il prof. G. Mussumeci, ha passato in rassegna tutte le tipologie di, da quello tradizionale alla fotogrammetria, al rilievo informatizzato e georeferenziato (GPS, GNSS, laserscannnign, GIS) ed ha illustrato due esempi concreti di applicazione, uno dei quali riguardante la Villa di Piazza Armerina. Il dott. Fatuzzo, infine, ha esposto un sistema totalmente nuovo di prototipazione rapida, che potrà essere usato all’interno del progetto per la riproduzione di piccoli oggetti (vedi riassunto qui sotto). Per allacciare i contatti con il mondo del lavoro, e soprattutto per consentire una valutazione dei rapporti costi-benefici, sono state invitate al Convegno due ditte che hanno raccontato la propria esperienza: la Proteco di Palazzolo Acreide e l’Isola di Siracusa.
Al convegno ha fatto seguito un vivace dibattito al quale hanno preso parte anche gli studenti, sul ruolo che il fattore umano e il disegno tradizionale possono ancora avere nel campo del rilievo, sia dei monumenti sia del territorio. La risposta fornita è stata positiva: gli strumenti aiutano a raggiungere una precisione inimmaginabile nel disegno a mano, ma sono gli uomini che devono decidere cosa e come rilevare.

Ringraziamo il dott. Fatuzzo per averci fornito un riassunto del suo intervento.

TECNOLOGIE DI PROTOTIPAZIONE RAPIDA (R.P.) E INGEGNERIA INVERSA (R.E.) APPLICATE AI  BB.CC.”
Nel contesto delle tecnologie applicate ai BB.CC. un ruolo di crescente interesse è svolto da metodologie emergenti come la PROTOTIPAZIONE RAPIDA (R.P.) e l’INGEGNERIA INVERSA (R.E.).
I cicli di R.P e R.E. consentono, per la loro trasversalità ed estrema flessibilità, di progettare interventi innovativi anche nel restauro, nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale attraverso la gestione di informazioni desunte dall’analisi dei reperti disponibili. Questo obiettivo richiede la messa a punto di una procedura, supportata da sistemi informatici, per l’acquisizione dei dati geometrici degli elementi di superficie dei frammenti, le cui riaggregazioni  si operano mediante appositi programmi.
Le opportunità di ricerca offerte dalle tecniche di ricostruzione virtuale (ciclo R.E.), siano esse vantaggiose se confrontate con quelle tradizionali, possono trovare ulteriori spunti applicativi nella costruzione di prototipi eseguiti con lavorazioni non convenzionali. Infatti, mediante le tecniche di R.P. è possibile creare un modello fisico della sola integrazione dell’oggetto tale da consentire un perfetto completamento di esso con i frammenti originali  adattabili, successivamente, da utenti privi di specifiche competenze tecniche di restauro.
La possibilità di ottenere un modello fisico del reperto uguale all’originale (a meno del materiale e delle tolleranze dipendenti dalla tipologia del processo usato), offre nuovi spunti applicativi per fini didattici, di studio o per validare la progettazione dell’imballaggio per il trasporto degli oggetti d’arte.
Il ricorso a queste tecnologie consente, inoltre, di realizzare, a costi contenuti, stampi estremamente complessi per la produzione, mediante stampaggio ad iniezione, di modelli in scala la cui commercializzazione  potrà rendere possibile il finanziamento delle operazioni.

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